La maturazione dell'impasto
In pratica quando noi mangiamo una pizza, il cui impasto ha
maturato per molte ore (da 24 anche a più di 100 ore) prima di
essere cotto come pizza, è come se il nostro stomaco avesse
ricevuto una pasta per pizza già parzialmente scomposta e
semplificata in tutti i suoi elementi dai propri enzimi.
A questo punto lo stomaco ci metterà meno tempo a digerire
quell’impasto. Bisogna dire che lo stomaco lavora fin quando
non avrà trasformato tutti gli elementi complessi, presenti
nell’impasto e negli ingredienti, in elementi semplici
(quando tutti gli elementi complessi sono stati trasformati in
semplici, lo stomaco finisce di lavorare; fine della
digestione)
All’interno dell’impasto per pizza ci sono circa
trecento microprocessi che si attivano durante la
maturazione.
Fra questi processi ce n’è uno soltanto che è più veloce di
tutti gli altri ed è la lievitazione.
La sola lievitazione è quindi più veloce di tutte le altre
trasformazioni. Per fortuna la lievitazione è controllabile
attraverso la temperatura.
Mettendo l’impasto a maturare a bassa temperatura (4°
centigradi circa), la lievitazione verrà rallentata abbastanza da
viaggiare alla stessa velocità delle altre trasformazioni.
Per spiegare ai clienti della vostra pizzeria perché la vostra
pizza è più leggera, più digeribile e più profumata, potete fare
loro il paragone fra la maturazione dell’impasto e la
frollatura della carne fresca.
Quando si macella una bestia cosa si fa con la carne? La si usa
subito? No!!
La si fa frollare per alcuni giorni nella cella frigorifero perché
in questo modo, cucinando una carne ben frollata, essa risulterà
più tenera e digeribile.
Ecco, a questo punto bisogna immaginare che l’impasto di
pizza sia come la carne fresca.
Se vogliamo che la pizza, così come la carne, diventi più leggera,
più digeribile e più buona, dovremo trattarla come la carne fresca
e cioè lasciarla frollare (nel caso dell’impasto per pizza si
dice maturare) per alcuni giorni in frigorifero a bassa temperatura
(circa 4°).
Volendo potrei citare anche un detto popolare del centro e sud
Italia teso a suffragare la teoria sulla maturazione
dell’impasto. I detti popolari sono la verità e la saggezza
dei popoli. Quando ci si riferisce ad una persona opprimente,
invadente, che conosce sempre tutto, che quando comincia a
parlare non la finisce più e ti si mette sullo stomaco viene
appellata come “….è una pizza!!”
Se di una persona pesante, difficile da sopportare, da digerire, si
dice …è una pizza!!! Vuol dire che la pizza non è così facile
da digerire!
Molte persone infatti non mangiano la pizza la sera perché hanno
paura che poi la notte non riuscirebbero a riposare bene, a causa
di una cattiva digestione.
La pizza ha avuto successo in tutto il mondo, tant’è vero che
in qualsiasi lingua, la sua traduzione è solo
“PIZZA”.
Questo però non vuol dire che non si possa migliorare e renderla
anche un po’ più digeribile.
Concludo affermando che quando la pizza nacque, a Napoli, i
pizzaioli, senza saperlo, già applicavano la maturazione .
La lievitazione era assolutamente naturale. Questo voleva dire
cominciare a fare la pasta la sera prima, utilizzando anche la
pasta madre (pasta già maturata) e aspettando ancora la normale
lievitazione. Significava quindi che dal momento dell’impasto
alla cottura della pizza passavano dalle 12 alle 24 ore.
QUELLA ERA GIA’ “MATURAZIONE
DELL’IMPASTO"
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